Ovatta ed Acciaio

Il mio fine

Utente: Aicha77
Un'anima che vuole suscitare emozioni… null’altro che emozioni!

Il perchè del titolo

Acciaio ed ovatta... un luogo virtuale in cui le parole possono essere dure come l'acciaio o accarezzare l'anima come soffice ovatta... Benvenuti!

La mia casa è la tua casa

Invitare qualcuno è lo stesso che incaricarsi della sua felicità per tutto il tempo che egli dimora sotto il vostro tetto. (Anonimo)

*******

Se esprimi un desiderio è
perchè vedi cadere una stella,
se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo,
e se guardi il cielo è perchè credi ancora in qualcosa...
Bob Marley

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venerdì, 06 novembre 2009

Rispettate il pane...

Da Focus 2008
AMATE IL PANE

cuore della casa, profumo della mensa, gioia dei focolari.

RISPETTATE IL PANE
sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.

ONORATE IL PANE
gloria dei campi, fragranza della terra, dfesta della vita.

NON SCIUPATE IL PANE
ricchezza della patria, il più soave dono di Dio,
il più santo premio della fatica umana.

lunedì, 19 ottobre 2009

Storie che non fanno rumore

Quando un operaio muore
Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.
Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.
Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.
Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.
Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.
Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.
Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.
Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.
Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.
Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.
Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.
Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.
Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.
Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.
Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.
Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.
Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.
Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.

Beppe Grillo

Ci sono storie che leggiamo distrattamente, presi dalla nostra vita che corre veloce. Ci sono numeri che raccontano tragedie vere, e di cui quasi non ci accorgiamo più.
Ogni giorno sul lavoro, in Italia, 3 persone muoiono e altre 27 rimangono invalide per sempre. Ogni giorno sul lavoro, in Italia, si contano 2.500 incidenti. Negli ultimi cinque anni in Italia si sono verificati oltre cinque milioni di infortuni sul lavoro, con oltre 7.000 morti e quasi 200mila invalidità permanenti.

Paradossalmente, sono cifre che non fanno rumore se udite un po' per volta,sebbene sembri sempre più un bollettino di guerra sebbene le vittime sono quasi il doppio di quelle degli omicidi.
Ma per loro solo poche righe di notizia.
Un bollettino di guerra che tace le storie del “dopo”, quelle delle famiglie che restano, sopraffatte da un dolore di dimensioni enormi quasi quanto le difficoltà economiche.

A volte qualcuno si indigna. A volte qualcuno chiede perché si permetta a tanti di risparmiare sulla sicurezza e sulla vita altrui. Per non dimenticare questi numeri l'Anmil domenica 11 ottobre ha organizzato la 59/a Giornata nazionale per le vittime degli incidenti di lavoro.
Stesso umanissimo sdegno condiviso da tutte le parti.
Questo tuttavia accadeva domenica scorsa.

Oggi invece ti ritrovi nuovamente a fare i conti con il silenzio, un velo tessuto con la fredda indifferenza che si posa come un macigno sulle vite spezzate e su quelli che condividono concretamente il loro dolore.

Chissà, forse un giorno quel velo ci metterà un po' più di sforzo prima di far cadere nell'indifferenza la malasorte che ha colpito chi è altro da noi...

Lo ammetto, certamente non ho scelto un tema "leggero" per segnare il mio ritorno su queste pagine a me e a voi tanto care, ma proprio non mi andava giù l'idea che dopo il clamore e lo sdegno provato domenica scorsa la gente "abbandonasse" nel dimenticatoio l'ennesimo fatto di cronaca italiana...
Aicha

giovedì, 06 agosto 2009

Che presto sia una parola pregna di valore...

Non vivere su questa terra come un estraneo
o come un turista della natura.
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre.
Credi al grano, alla terra, all’uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l’uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell’astro che si spegne,
dell’animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell’uomo.

(Nazim Hikmet)

È da qualche tempo che maturo questa decisione ed oggi, consapevole del valore che tale gesto comporta, inizio ad allentare il cordone ombelicale che mi lega a questo mio piccolo grande mondo.
Non mi dilungo sulle motivazioni, quelle intime e profonde vanno metabolizzate con i loro tempi, posso solo dirvi che ultimamente il tempo che dedicavo al mio mondo virtuale si velava sempre più di obbligo, di dovere, perdendo per strada tutta quella carica di spontaneità e leggerezza che l'aveva finora contraddistinto.

Nazim Hikmet
non poteva trovare parole più suggestive per descrivere quel "sentire"  che cercavo di comunicare voi attraverso le mie parole, il piccolo passaggio mediante cui farvi arrivare le suggestioni, le emozioni, l’amore e la tristezza che circonda il mio vivere.
Tuttavia ora qualcosa sembra essersi spento, forse esaurito dalla routine frenetica che mi ha coinvolta e, a tratti, stravolta negli ultimi mesi...

Non so se e quando riuscirò nuovamente a liberarmi dalla corazza d'acciaio e ritrovare la forza di abbandonarmi senza remore alla parte di me più "viva",  adagiando per me e per voi sull'ovatta delle emozioni tutto quel mondo capace di trasportarvi 
alla resa sentita e suggestiva dell'anima...
Fino a quel momento vi stringo forte in uno di quegli abbracci che amo tanto... quelli che sanno di reale...
A presto
Aicha


martedì, 14 luglio 2009

Il senso dello scrivere

Uscire. Riuscire a iscrivere una parola nel mondo, passarla a qualcuno come un biglietto con un’informazione clandestina, uno di quelli che devi leggere, mandare a memoria e poi distruggere, appallottolandolo mischiandolo con la tua saliva, facendolo macerare nel tuo stomaco. Scrivere è resistere, è fare resistenza.
Dalla prefazione di "La bellezza e l’inferno. Scritti 2004-2009" di Roberto Saviano

Mah, può sembrare un delirio romantico, ma davvero io credo profondamente in queste parole.
Scrivere è resistere nella misura in cui permette di raccontare il Paese e quindi è una promessa di trasformazione in qualche modo. Da quando per esempio le prime pagine dei giornali hanno cominciato a occuparsi della camorra imprenditrice, quindi non più della camorra che spara e basta, molte cose sono cambiate. E tutto questo sembra segnalare una resistenza. La forza del raccontare sta nel fatto che comunicando un meccanismo, molto probabilmente lo stai svelando a milioni di persone, che molto probabilmente riusciranno a trasformarlo.

Roberto Saviano in un'intervista di Radio 105

sabato, 04 luglio 2009

4 luglio

My_birthdayAlmeno oggi lasciatemi il lusso di crogiolarmi tutta nel mio gran bel momento di auto-celebrazione…
E quale immagine più “vera” di questa poteva sottolineare l’evento? Del resto non si dice che il primo compleanno non si scorda mai…. ?! ;)
Aicha

martedì, 30 giugno 2009

Murphy docet…

Oggi che lavoro da casa non posso trattenermi dal ricordare le ben note leggi di Murphy… E ti pareva che stamattina che mi serviva il PC per spedire una mail importante questo non si scatenava in una tamurriata nera con i miei fragilissimi nervi…?!? 
Murphy nel 1949 divenne famoso con la sua legge….“Se qualcosa può andar male, lo farà” … Qui segue un compendio delle più famose in ambito informatico, casi jellati in cui ognuno di noi prima o poi vi sbatte il muso.... Beh diciamo che io oggi mi trattengo dall’allungare l'elenco… i bip da censura stamattina non li reggerei proprio…. ;))
By Aicha fascio di nervi

Leggi generali
1. La logica è un meccanismo per arrivare ad una conclusione sbagliata usando una metodologia affidabile.
2. Se un esperimento funziona è perché qualcosa è andato storto.
3.Non c’è mai tempo per fare le cose bene, però si deve sempre trovare il tempo per rifarle.
4.E’ sempre facile che qualcosa diventi complesso, però è difficile che qualcosa si semplifichi.

Errori generali
1. Sbagliare è umano ... incolpare il computer degli errori è ancora più umano.
2. Sbagliare è umano, però per causare una grande sbaglio è necessario un computer.
3. La principale causa dei problemi informatici sono le soluzioni informatiche.
4. Un sistema complesso che non funziona è, invariabilmente, l’evoluzione di un sistema più semplice che funzionava bene.
5. Se non salvi il tuo lavoro ogni 5 minuti, il computer si bloccherà solo quando avrai lavorato varie ore.
6. Un computer è in grado di commettere da solo, in due secondi, tanti errori come 20 persone in 20 anni.

Software capriccioso
1. Un programma fa sempre quello che l’utente chiede che faccia, però poche volte fa quello che l’utente desidera che faccia.
2. Quando impari ad usare un programma, esce la nuova versione.
3. I programmi aspettano sempre il momento peggiore per dare errore.
4. Più tempo impieghi a scaricare un programma da Internet, meno probabilità hai che funzioni.
5. Gli unici programmi che funzionano sempre bene sono i virus.

Problemi di hardware
1. Quando finalmente capisci come funziona il tuo computer, è già obsoleto.
2. Un dispositivo darà problemi solamente dopo aver passato anche il test finale.
3. Il disco fisso di un computer si guasterà solo quando conterrà informazioni vitali di cui non è mai stata fatta copia di backup.
4. In condizioni di pressione, temperatura, umidità e altre variabili rigorosamente controllate, un dispositivo farà sempre quello che gli pare.
5. Se hai trovato un componente molto economico, il prezzo scenderà solo dopo che l’avrai pagato.
6. La velocità con la quale i componenti di un computer diventano obsoleti è direttamente proporzionale al loro costo.

Ricerca e sviluppo
1. La funzione principale dei disegnatori di computer è fare le cose difficili per chi lo assemblerà e impossibili per il personale tecnico di manutenzione.
2. Il disegno di qualunque circuito elettrico deve contenere almeno una parte obsoleta, due che non si possono più acquistare e tre che sono ancora in fase di sviluppo.
3. Il pezzo che più si rompe in un computer è quello che si trova nel posto meno accessibile.
4. Se si finisce in tempo un progetto informatico, sicuramente va ripulito dagli errori.

Abitudini
1. Quando tutto quello che si tenta non funziona, leggi le istruzioni.
2. Se non sei completamente confuso, è perché non sei completamente informato.
3. Non importa quanto duramente stai lavorando, succederà sempre che il tuo capo apparirà quando stai navigando in Internet
4. Le possibilità di uscire puntuali dal lavoro sono inversamente proporzionali alla quantità di messaggi elettronici che il tuo capo ha lasciato per l’ultima ora.
5. L’unica cosa peggiore di un utente che non sa nulla è un utente che crede di sapere tutto.
6. I computer permettono di sprecare tempo in modo molto efficace.
7. La possibilità che un computer si guasti è inversamente proporzionale alla vicinanza della data limite per la consegna del lavoro che stai realizzando.
8. Gli errori nei lavori si riscontrano solamente dopo averli stampati o inviati.

Problemi on-line
1. Quando hai scaricato già il 99% di un file, accadrà sempre che ci sarà un problema nel voltaggio o nelle comunicazioni che ti obbligherà a ricominciare il processo da capo.
2. Quando un messaggio è urgente, è impossibile collegarsi alla Rete.
3. Il tuo partner, che mai si avvicina al computer, lo farà solo quando riceverai un messaggio compromettente da una persona che non ti ha mai scritto prima.
4. Non importa quanto ti sembra neutrale il tuo messaggio, offenderà sempre qualcuno.
5. La prima volta che tralasci di controllare con un antivirus un messaggio, è la prima che un messaggio ha un virus.

Problemi di manutenzione
1. Un esperto è qualcuno che arriva sempre all’ultimo minuto, per condividere la colpa.
2. Una patch è un pezzo di software che rimpiazza errori vecchi con errori nuovi.
3. L’informazione si trova sempre nella parte di manuale dove meno ti aspetti di trovarla.
4. Qualsiasi operazione semplice si può spiegare con parole complicate.


sabato, 20 giugno 2009

Se cerchi la strada per la mia anima portami al mare in burrasca.
(Vesna Parum)

Portami al mare. Portami davanti al mare. Sono così sai?
Il mio cuore è limpido e azzurro e trasparente, in una giornata di sole. Cupo, imprevedibile e arrabbiato quando c’è vento.
Sono come il mare. Siediti sulla riva, prendimi per mano e guardiamo insieme le onde.  Sarà il mare a dirti tutto, a raccontarti il mio cuore.

A tutti quelli che dal mare traggono fonte inesauribile di emozioni….
Aicha


sabato, 06 giugno 2009

Walter il mago (Ligabue)




Questo è un periodo di cambiamenti, di riflessioni e di decisioni che devono essere metabolizzate, con i tempi che mi sono più naturali, per poter essere portate ad un livello profondo di consapevolezza...
In questo momento mi sento solo di provare e di suscitare emozioni attraverso la suggestione che la musica riesce sempre ad avere su chi, come me e voi, è aperto ad ascoltare quel messaggio universale che trascende i confini dell'anima...
L'emozione di quest'attimo è tenerezza...

sabato, 30 maggio 2009

Will the circle be unbroken

Che il cerchio si chiuda
Addio, Signore, e addio
C’è una casa migliore che sta aspettando
In cielo, Signore, in cielo
   
Ero seduto alla mia finestra
In un giorno freddo e nuvoloso
Quando ho visto il carro funebre arrivare
Per portare via mia madre
  
Che il cerchio si chiuda
Addio, Signore, e addio
C’è una casa migliore che sta aspettando
In cielo, Signore, in cielo

Bè, dissi all’impresario:
impresario, per favore guida lentamente
Perché il corpo che stai trasportando
Io non posso proprio sopportare di vederlo andare via

Che il cerchio si chiuda
Addio, Signore, e addio
C’è una casa migliore che sta aspettando
In cielo, Signore, in cielo
   
Ho seguito (il carro) da vicino dietro a lei
Signore, quanto ho tentato di essere coraggioso
Ma non ho potuto trattenermi dal piangere
Quando l’hanno deposta nella tomba
   
Ora la mia casa, Signore, sembra così desolata
da quando la mia donna è andata via
I miei fratelli e le mie sorelle piangono
ed io mi sento così solo e triste

Un ultimo emozionato saluto a chi ha coltivato in me l'amore per questa lingua...


martedì, 19 maggio 2009

Una foto dal cielo. Gli angeli esistono, sono bambini.

Si dice: povera Africa, continente alla deriva. Africa disgraziatissima, allo stremo, prima depredata e poi abbandonata alle sue miserie, guerre tribali, siccità, carestie, epidemie, Aids. Africa buco del mondo, vergogna e tristezza dell’umanità.
E d’accordo: è anche così. Ma poi a conoscerli, gli africani risultano più allegri dei ricchi occidentali, e anche più umani, e forse in loro si coglie qualcosa di più alto, luminoso, indicibile.
Ecco chi voglia esercitarsi su questo bagliore può con profitto leggersi il servizio sui ciechi del Mali* e con gli occhi del cuore guardarsi la foto dell’Angelo Custode.

foto di Troupe Azzurra Aeronautica Si, proprio lui, e scoprire – oh sorpresa! – che è un ragazzino con una camicia lercia e i pantaloni, forse, comunque una specie di straccio a mo’ di pantaloni.
È raro, in effetti, vedere queste creature su cui nei secoli i padri della Chiesa hanno speso tesori di sapienza teologica, di dogmatica, di casistica. Ancora più raro è fotografarli, gli angeli.
Nel caso specifico ci è riuscito un anonimo operatore della militare italiana, e la coincidenza che a fare clic sia stato in qualche modo un soldato dei cieli rende la faccenda ancora più graziosa e sintomatica.
L’angelo è un ragazzino lieto davanti all’obiettivo, anzi perfino divertito di accompagnare in giro un cieco, forse il nonno, forse un “padrone” – per quanto un padrone cieco non potrà mai essere un padrone vero.
Fatto sta che lo illumina, lo custodisce, lo regge e lo governa. È la cura che gli hanno affidato, il suo pietoso lavoro. Lo guida tirandolo con un bastone. Il sistema è antico, da parabola evangelica, o da quadro di Brueghel (bellissimo, nel museo napoletano di Capodimonte) che però i suoi ciechi li fa inciampare e ruzzolare l’uno sull’altro.
Non gli sarebbe accaduto con il piccolo nero del Mali che a piedi nudi accompagna e provvede a tutte le necessità di chi è sfortunato. La potenza archetipica dell’immagine impedisce di coglierne i dati tecnici, le segrete geometrie, le figurazioni ombrose, i colori, il paesaggio, gli alberi rigogliosi, la dolente fissità del cieco.
Resta solo il sorriso radioso di quel ragazzino angelicato.
E per chi non crede all’esistenza di queste creature celesti resta la certezza che l’Africa può dare a noi molta più vita di quella che siamo abituati a sospettare.
Filippo Ceccarelli

(* di Cristina Bassi sul Venerdì di Repubblica)

Carpe diem

Frammenti di Alterità

*loading* anime erranti

Ovatta

Soffice ovatta colorata di vento scendi lenta quando l'orologio segna le ore dell'alba.
Con i tuoi fantasmi di nuvole perse ti diverti a disegnare sui muri avanzi di baci sfuggiti ai cuscini della notte. (Ovidio)

Acciaio

Vorrei avere un cuore d'acciaio
e occhi duri da puntare addosso
come lame taglienti
pronte a ferire
come cannoni
pronti a colpire
un cuore sempre in viaggio
con la sabbia tra i piedi
e giorni di cammino per arrivare al mare per arrivare al mare
un cuore che nessuno mai nessuno possa dimenticare
(Luca Barbarossa)



Per dovere di cronaca..

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.